Come ti relazioni con il tuo partner?
- Francesco Maria Rossi
- 19 mar 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Ragioniamo insieme sulle relazioni affettive, spesso caratterizzate da intensità emotiva, da instabilità e da una continua oscillazione tra vicinanza e distanza.
La prospettiva sistemico-relazionale ci consente di analizzare questi rapporti non solo dal punto di vista individuale, ma anche nelle loro dinamiche interpersonali, contestuali e familiari.
Le relazioni tendono ad essere vissute in un ciclo di idealizzazione e svalutazione. Inizialmente, il partner viene visto come fonte di amore e sicurezza assoluta (idealizzazione). Al minimo segnale di frustrazione o di minaccia all'abbandono, la percezione dell’individuo si ribalta e l'altro viene visto come ostile o indifferente. Questo può creare una costante tensione emotiva che coinvolge entrambi i membri della relazione.
Un elemento centrale in questa dinamica relazionale è la co-dipendenza.
Che cos’è?
Il partner può assumere il ruolo complementare di “salvatore” o colui che tenta di stabilizzare la relazione. Questa dinamica traduce la relazione in un gioco appunto relazionale tossico, in cui il bisogno di rassicurazione ed il timore dell’abbandono alimentano una spirale di conflitti e riconciliazioni drammatiche.
Tale meccanismo ci aiuta a ribaltare la prospettiva (il modo in cui la persona vede il partner) e volgere lo sguardo sul paziente che proietta (come uno specchio) sull’altro la propria angoscia personale interna.
La persona tende a proiettare parti inaccettabili di sé nell'altro, inducendolo a sperimentare ed esprimere quelle stesse emozioni. In tal modo è possibile trasferire inconsciamente nel partner sentimenti di paura, rabbia o inadeguatezza spingendolo a reagire in modo complementare.
Attraverso questo processo il paziente cerca di controllare l'angoscia interna rendendola esterna e tangibile nel comportamento dell'altro.
Questo permette di confermare la propria visione del mondo e delle relazioni (ad esempio, che l'altro sia abbandonico o rifiutante), rafforzando così il proprio senso di identità, seppur disfunzionale. Questo meccanismo alimenta un circolo vizioso che perpetua l'instabilità e il conflitto relazionale, come un cane che si morde la coda.
Il modello sistemico-relazionale evidenzia come queste dinamiche si mantengano nel tempo attraverso schemi di interazione che tendono a ripetersi nonostante il malessere vissuto da entrambi i partner.
Ciò che definiamo come interdipendenza emotiva diventa così un meccanismo che rafforza le stesse problematiche che si vorrebbero risolvere.
Nell’ottica sistemico-relazionale tale tipo di relazione rivela la sua natura interattiva e dinamica. Non si tratta solo del comportamento di un singolo individuo, ma di una danza relazionale in cui entrambi i partner giocano un ruolo.
Comprendere questi schemi permette di vivere più liberamente la propria vita e la relazione con l’altro per creare legami autentici e sani.



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